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Il Rettore risponde

Nell'impossibilità di occuparmi singolarmente di tutte le mail che mi arrivano dalle famiglie, inauguro questa nuova rubrica per rispondere cumulativamente su quelli che emergono come temi di interesse comune

11. Perchè la classe di mio figlio/mia figlia quest'anno non andrà in viaggio d'istruzione?

Con circolare prot. 3627/2022 del 11-03-2022 sono state comunicate restrizioni ai viaggi d'istruzione del liceo per il 2021/2022, riservandoli alle classi dell'ultimo anno e dando scadenze ravvicinate per perfezionare le richieste. La cosa ha, comprensibilmente, creato molta contrarietà negli studenti e nelle famiglie.

Alle prime proteste ho risposto illustrando la situazione contingente:

Sull'importanza dei viaggi d'istruzione non c'è discussione possibile, così come è chiaro che il Foscarini, pre-pandemia, non ha mai lesinato il suo impegno per garantire queste opportunità, non solo per il Liceo Classico Europeo, indirizzo che di per sé invita a realizzare esperienze di mobilità, scambi, ecc., ma per tutti gli allievi del liceo. Anche quando parte del Collegio Docenti ha espresso un qualche malumore, legittimo, legato alle interruzioni della didattica, da quando dirigo questo istituto la scommessa sul valore formativo dei viaggi d'istruzione e delle altre esperienze di mobilità è sempre stata rinnovata. [...] capisco bene che questo nostro atteggiamento ha creato legittime aspettative da parte degli studenti e delle famiglie. Forse è stato addirittura valorizzato in sede di orientamento (non negli ultimi due anni, ovviamente), ma, se anche non fosse così, è certo che il passaparola sulle attività che il Foscarini di norma offre ha contribuito alla scelta  vostra e dei vostri figli. [...]. 
Fino a qualche mese fa, la sola idea di viaggi d'istruzione in quest'anno sarebbe stata accolta con stupore [...]. Ora è stato avviato un processo di progressiva apertura, ma è anche vero che le notizie sul fronte Covid sono tornate ad essere preoccupanti. Solo per dire che il clima da "emergenza finita" con cui molte persone vivono questi giorni è ancora passibile di docce fredde.
Sembrando poco verosimile poter avere viaggi d'istruzione nel 2021/22, abbiamo organizzato l'anno concentrandoci sugli impegni, non pochi, che sapevamo di dover affrontare senz'altro.
Sui viaggi d'istruzione, avevamo raccolto alcune disponibilità di docenti per la relativa Commissione, che però non aveva mai iniziato a lavorare, data l'incertezza delle prospettive. Ad ogni modo, se è vero che una buona Commissione viaggi ha in passato alleviato il lavoro dell'amministrazione, e che, a quanto lei scrive, anche le famiglie si rendono disponibili, è anche vero che, dato che che la responsabilità di queste iniziative rimane a carico della scuola, l'amministrazione ha in merito un lavoro da svolgere, che non può delegare. Vi ringrazio quindi per la disponibilità, che testimonia una volta di più l'attenzione delle famiglie che ci hanno scelto per il percorso scolastico dei figli, ma non credo possa essere d'aiuto.
Ecco infatti la situazione: premesso che le scuole che organizzano tante belle attività non ricevono per questo risorse aggiuntive di personale, ma si tratta di un lavoro che si aggiunge agli altri, per molti anni il settore è stato seguito dal sig. Alessandro Ballarin, che se ne è sempre occupato con impegno ed efficienza, anche coadiuvato da un'altra assistente amministrativa ora in quiescenza. Ora, la Direttrice dei servizi generali e amministrativi (DSGA) titolare ci ha lasciati ad ottobre per passare ad altra amministrazione, ed il sig. Ballarin ha accettato di farsi carico di questo lavoro, decisamente oneroso e per lui in parte nuovo, pur mantenendo anche una responsabilità nella segreteria didattica del Liceo, ma ovviamente non gli si può chiedere di riuscire a fare tutto quanto faceva prima del nuovo incarico. Quanto alla possibilità di adibire altro personale amministrativo alle procedure connesse ai viaggi d'istruzione, è altrettanto poco praticabile. Si pensi che quest'anno oltre la metà degli assistenti amministrativi sono nuovi, e stanno ancora venendo formati per svolgere la loro attività ordinaria.
E' per questo che, a fronte dell'imprevisto moltiplicarsi delle richieste, mi è stata rappresentata l'impossibilità pratica di seguire  le relative procedure. Mi sono pertanto assestato su un compromesso, accogliendo la disponibilità del sig. Ballarin a seguire almeno i viaggi degli alunni dell'ultimo anno, che non possono ovviamente rinviare questa importante esperienza all'anno prossimo, e poche altre iniziative già avviate.
Aggiungo che se i docenti hanno fatto "promesse", hanno fatto male a farle, dato che nessuno ha dato loro alcuna certezza. Posso immaginare che, così come i genitori, anche loro abbiano patito gli scorsi due anni di limitazioni e siano impazienti di voltare pagina. Lo siamo tutti, ma abbiamo anche superato l'età dell'onnipotenza del desiderio.

 Le lettere di protesta continuano tuttavia a pervenire. Spesso si chiedono, con motivazioni che certamente dall'interno appaiono valide, "eccezioni" per specifiche classi, e in genere tutte le lettere sono civili, corrette e mosse da interessi comprensibili. Non mancano, però, affermazioni infondate che, passando di bocca in bocca, finiscono per diventare vere "fake news" e nuocere al corretto rapporto tra le famiglie e l'istituto. Nell'intento di contrastare il fenomeno, rispondo qui ad alcune.

  • La macchina burocratica della scuola è stata in parte ferma per due anni, come è possibile che non riesca ora a far fronte ai viaggi d'istruzione? Così non è stato, questi anni sono stati anzi un continuo stillicidio di nuovi impegni amministrativi, che ci hanno messi tutti alla prova.
  • Da genitore non riesco a capire perché negli altri istituti della provincia di Venezia sia stato speso tempo e denaro per poter dare ai ragazzi l’opportunità di riprendere in piena sicurezza i viaggi d’istruzione e come esempio vi porto l’Istituto D’Istruzione Superiore Francesco Algarotti che già l’anno scorso in piena pandemia ha portato a conclusione l’oggetto in discussione.  L'Algarotti conferma di non aver realizzato alcun viaggio d'istruzione nello scorso anno scolastico e di non prevederne per il 2021/22. Riguardo all'anno corrente, abbiamo allora contattato anche  altri istituti superiori: Benedetti, Marco Polo, Franchetti, ricevendo da tutti la stessa risposta: nessun viaggio d'istruzione previsto. A questo punto abbiamo smesso di indagare, essendo evidente che il genitore in questione riporta voci non verificate. A quanto risulta, nel quadro delle scuole veneziane, il Foscarini si distingue al contrario per aver introdotto la deroga per le classi conclusive.
  • E’ sua [=del dirigente] precisa responsabilità che il personale amministrativo disponibile sia in grado di garantire l’operatività dell’istituto. L’attività di organizzazione delle gite, specie in un contesto in cui gli alunni, i genitori e i docenti si sono resi disponibili a supportare con la propria attività tutte le incombenze amministrative, deve essere garantita dalla scuola assieme a tutte le altre attività per cui l’istituto esiste e viene finanziato. Ammettiamolo. Ciò vale comunque per l'attività ordinaria. Da nessuna fonte normativa, e, a quanto mi risulta, nemmeno dalle semplici "raccomandazioni" ministeriali i viaggi d'istruzione fanno parte delle attività per cui "l’istituto esiste e viene finanziato". Nessun finanziamento, nemmeno minimo, arriva con questa finalità. Se l'equivoco nasce dal finanziamento delle famiglie tramite le rette degli studenti semiconvittori, le spese coperte da questo sono state più volte dettagliate. I viaggi d'istruzione non vi rientrano.
  • Se i genitori sono disponibili a programmare, organizzare, pagare e magari addirittura ad accompagnare le classi, si può fare? La scuola è un'istituzione pubblica, la collaborazione è gradita e incoraggiata ma i genitori non possono esercitare una funzione vicaria. Autorizzare, sia pure in via eccezionale ed in considerazione della situazione, questa procedura aprirebbe un precedente pericoloso anche al di là dei viaggi d'istruzione. Proviamo ad immaginare lo scenario in cui i genitori autoorganizzati scoprono che uno di loro lavora in un'agenzia di viaggi: questi si mette in piena buona fede e senza scopo di lucro al servizio dell'organizzazione, poi, però, altre agenzie potrebbero chiedersi perché non ci sia stato un regolare bando...

Quanto sopra, ripeto, al solo fine di evitare voci incontrollate, e nella piena comprensione della delusione, in qualche caso alimentata anche da troppo ottimistiche, e comunque personali, assicurazioni di alcuni docenti. 

Chiudo con un breve aggiornamento sulla situazione alle ore 13.30 del 15.03, vicinissimi quindi alla scadenza delle domande per le classi quinte. La maggior parte delle classi non ha ancora presentato la documentazione richiesta, che pure rappresenta la fase più semplice del percorso. Al momento si sta procedendo solo con la classe 5CE. Anche un'altra uscita già programmata è in forse, date le sette positività fra gli alunni partecipanti. 

10. E'stato comunicato che il servizio mensa non inizierà, anche per la primaria, per tutta la prima settimana. Come è possibile? Perché i ragazzi non possono pranzare al sacco a scuola e proseguire l'orario pomeridiano?

Diciamo anzitutto che quest'anno è stato messo in campo uno sforzo notevole, e non molto riconosciuto, da parte del Ministero dell'istruzione, per fare in modo che la maggior parte dei docenti fosse al suo posto a inizio anno. Può sembrare - e probabilmente è - una cosa dovuta, ma sta di fatto che non credo fosse mai accaduto prima nella storia repubblicana.

Purtroppo, le cose sono invece andate male per le nomine del personale supplente ATA, in particolare dei collaboratori scolastici. La nuova graduatoria degli aspiranti è stata accessibile solo dal 7 settembre. Prima di questa data, per le scuole era impossibile sia effettuare le nomine dalla precedente graduatoria, non più valida, sia operare con la nuova. Appena la graduatoria è stata accessibile, i nostri uffici si sono prodigati, anche con molte ore di lavoro straordinario, per nominare in fretta. La procedura comunque richiede dei tempi tecnici: si convocano i primi aspiranti (noi lo facciamo a 200-300 per volta), ma si deve poi dar loro un tempo per rispondere, accettando o rifiutando, prima di poter passare ai successivi. Il tutto è anche complicato dal nuovo software provvisto dal ministero, di utilizzo ancora molto poco agevole.

Questo è un problema comune a tutte le scuole: peculiare del Foscarini è invece il fatto di avere un numero molto elevato di collaboratori scolastici (necessario al funzionamento del Convitto), quasi tutti non di ruolo, e quindi di dipendere completamente dalle nomine dei supplenti.

Al genitore che scrive che il problema era ben noto al rettore, devo dire che purtroppo no: nessuno al Foscarini poteva sapere che ci sarebbe stata questa interruzione del processo delle nomine. 

Dopo l'accettazione da parte degli aspiranti, occorre attendere la presa di servizio per dare almeno una prima infarinatura su procedure e norme igieniche, in attesa della formazione HACCP che organizziamo annualmente per il nuovo (e vecchio) personale.

Con i primi supplenti abbiamo assicurato prioritariamente la mensa ai convittori, com'era doveroso. I prossimi a partire saranno, da lunedì 20, gli allievi della primaria. A seguire, appena possibile, gli altri ordini. 

L'idea del pranzo al sacco non è praticabile per questioni igienico-sanitarie, legate proprio al protocollo HACCP: dal punto di vista della responsabilità si tratterebbe pur sempre di cibi consumati, se non somministrati, in ambito scolastico, ed è impossibile assicurare la sicurezza in assenza del filtro a monte costituito dal fatto che tutto il cibo esca dalle nostre cucine. 

Praticabile, ma non richiesta da nessuno probabilmente anche data la scomodità degli orari (per la primaria la pausa sarebbe stata da mezzogiorno all'una), sarebbe stata invece l'uscita degli alunni e il loro rientro dopo pranzo.

Inutile dire che sarebbe stata nostra volontà iniziare il servizio dal primo giorno: non abbiamo però trovato soluzioni convincenti e che non risultassero discriminanti per qualcuno.

9. Dal 15 al 31 marzo il primo ciclo non ha frequentato in presenza. Ci sarà una decurtazione o un rimborso parziale della retta?

Come si ricorderà la politica del Foscarini, nell'emergenza, è stata anche lo scorso anno di rimborsare quanto percepito in base al servizio erogato. Così sarà senz'altro anche quest'anno, si prega di attendere comunicazioni. La decisione in merito verrà presa sollecitamente dal Consiglio di amministrazione.

Anticipo che, per limitare il lavoro extra degli uffici, si deciderà probabilmente di rimborsare i soli alunni che nel 2021/2022 passeranno ad altro istituto, e per gli altri portare il saldo a credito a detrazione della retta 2021/2022.

8. Che criterio è stato seguito nella formazione dei gruppetti che frequentano in presenza assieme agli alunni fragili? Miə figliə può essere inseritə?

Va anzitutto ricordato che lo scopo di questa deroga alle disposizioni sulla zona rossa è quello di non lasciare da soli in classe gli alunni  per i quali la DaD è decisamente sconsigliabile. Pertanto si è cercato di far frequentare prima possibile questi alunni, assieme ai primi compagni le cui famiglie avevano aderito alla nostra richiesta: l'unico criterio applicato è stato quindi quello delle prime disponibilità pervenute.

Successivamente, diverse altre famiglie si sono unite alle disponibilità. In un caso (4a primaria) è stato necessario aggiustare il calendario a causa di errori. Dato però che le disposizioni varranno ancora appena per una settimana circa (il che, in caso di rotazione multigruppi, significa uno-due giorni in presenza), abbiamo deciso negli altri casi di lasciare ferma la situazione, a meno che si diano rinunce o ci siano posti liberi.

Diverso sarà il discorso se le misure verranno prorogate dopo Pasqua: in questo caso, si procederà senz'altro ad una rotazione tra tutti gli alunni disponibili, a partire da quelli esclusi nel primo periodo di didattica a distanza.

7.  Miə figliə ha un PDP. Perché non è in presenza durante la "zona rossa"?

Non esiste un automatismo per cui in caso sia stato attivato un PDP segue la frequenza in presenza. Le scuole sono state chiamate, con la nota ministeriale 662 del 12.03.2021, a valutare caso per caso, appunto in quanto "la condizione dell’alunno con bisogni educativi speciali non comporta come automatismo la necessità di una didattica in presenza, potendo talora essere del tutto compatibile con forme di didattica digitale integrata salvo diverse esplicite disposizioni contenute nei già adottati progetti inclusivi". Il Gruppo di lavoro per l'inclusività del nostro istituto ha pertanto valutato, sulla base dei PEI e dei PDP, in quali casi questa necessità ricorresse. Un esempio chiarificatore può essere quello di alunni con lievi disturbi dell'attenzione, per cui è stato redatto un PDP, che tramite la didattica a distanza hanno avuto risultati migliori rispetto al loro standard, e per i quali non sarebbe certo stato possibile motivare la necessità della didattica in presenza.

6. [nessuna domanda]

Gentili genitori,

Considerata la frequenza sempre crescente con cui vengono indirizzate a questo ufficio richieste che, anche in relazione a problemi che vengono sollevati per la prima volta, si concludono con minacce quali quella di scrivere ai giornali o di adire a vie legali o altro ancora,

valutato che rispondendo a queste richieste si rischia di rafforzare l'idea che siano le minacce a sortire l'effetto di risvegliare l'interesse del dirigente, spingendo anche altri a comportamenti emulativi,

valutato che ciò non possa che portare ad un peggioramento crescente dell'ambiente e delle relazioni,

la presidenza si è data come policy di NON RISPONDERE a lettere con queste caratteristiche.

Pertanto, da oggi, lettere con minacce generiche riceveranno solo questa risposta standard. Lettere sullo stesso argomento, volte a trovare soluzioni ai problemi che si possono porre, saranno invece esaminate. Così come, naturalmente, lo saranno gli atti formali, che avranno formale risposta. Chi sceglie dunque la strada dell'azione legale o della pubblicità negativa, è esortato a farlo saltando una prima fase che suona come un tentativo di intimidazione.

Con l'occasione si sottopone alla vostra sensibilità anche l'opportunità di non scrivere alla scuola, in veste di genitori, con carta intestata o altro riconducibile a titoli o professioni. Immagino che ciò avvenga spesso per abitudine e senza alcun retropensiero, ma mi sento comunque di rivolgere questo invito: come tutti sappiamo, nella scuola della repubblica gli utenti hanno uguali diritti.

Certo della vostra comprensione

5. Miə figliə deve rimanere a casa per accertamenti (o in quarantena). Può essere attivata per ləi la didattica a distanza?

Spesso per didattica a distanza si intende esclusivamente l'invio in streaming delle lezioni che si stanno svolgendo contemporaneamente in classe, ma questa interpretazione  è decisamente riduttiva.

Attualmente anche nel primo ciclo siamo comunque in grado di fornire questo servizio.

Ciò premesso, è chiaro che, in particolare per i bambini della primaria, e soprattutto per i più piccoli, il problema non si risolve semplicemente fornendo loro un dispositivo e lasciandoli a seguire le lezioni in streaming. L'organizzazione, come ha mostrato l'esperienza dello scorso anno, va gestita assieme alla famiglia, che deve fornire un supporto assolutamente insostituibile. Per quest'ordine, quindi, fermo restando il diritto all’istruzione degli alunni posti in situazione di quarantena (nonché di quegli alunni per i quali, in ragione della particolare situazione famigliare, l’autorità sanitaria abbia disposto l’isolamento comunitario), le maestre contatteranno le famiglie dando di volta in volta le istruzioni del caso. 

Si ricorda che l'alunno forzatamente tenuto lontano da scuola, ma pienamente in grado di lavorare, può come sempre tenersi aggiornato su quanto avviene in classe da registro elettronico e trovare nel Team della classe il materiale didattico predisposto dai docenti.

6. La classe di miə figliə non può frequentare a seguito di un caso di posività  fra gli alunni o i docenti, tuttavia non ci sono comunicazioni dal Dipartimento, nemmeno in ordine alla data di effettuazione del test rapido. Come è possibile? Chi ha deciso allora la sospensione?

Purtroppo, dopo un primo periodo in cui gli interventi del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) potevano essere estremamente tempestivi, negli ultimi giorni ci imbattiamo in qualche, moderato, ritardo. E' nell'ordine delle cose che, con l'aumentare dei casi, che è stato particolarmente sensibile nella prima settimana di novembre, le strutture sanitarie entrino un po' in sofferenza. Tuttavia, la scuola mantiene con le autorità  competenti in materia di sanità pubblica (SISP, Dipartimento di Prevenzione) un'interlocuzione continua.

In questi casi, avuta notizia certa di un caso di positività, è la scuola a provvedere autonomamente alla sospensione delle lezioni in presenza per la classe interessata, nelle more delle comunicazioni del Dipartimento di Prevenzione. Tale politica è stata confermata dal Dipartimento di Prevenzione stesso nel Webinar del 6.11.2020: del resto, è evidente che posticipare la sospensione delle lezioni sarebbe, a fronte di un caso di positività, una scelta del tutto irresponsabile. Il fondamento giuridico del potere del Dirigente di decidere in tal senso sta nell’art. 7 c. 2 della legge 241/1990 e nell’art. 396 c. 2 del d. lgs. 297/1994, in base ai quali è possibile disporre con provvedimento urgente l’allontanamento immediato dell’allievo [o, nel nostro caso, degli allievi] dall’ambiente scolastico, ove la permanenza a scuola sia sconsigliabile per pericoli per l’incolumità personale dello studente stesso o di altri soggetti che frequentano la scuola. 

Pertanto, nelle classi in cui si verificasse un caso di positività Covid-19 (non di sospetto), vogliasi tra gli alunni quanto tra i docenti in servizio, la scuola comunicherà brevi periodi di sospensione delle lezioni, in attesa dell'intervento del SISP che fisserà la tempistica definitiva degli interventi di prevenzione, inclusi i test previsti.

7. E' stata disposta la DaD temporanea per tutti gli istituti superiori. Che cosa succederà agli studenti convittori?

La nota ministeriale 1990 del 5.11.2020 riporta al riguardo: "Le attività convittuali proseguono nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 1, comma 9, lettera oo) del DPCM per le attività ricettive, cioè “a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive”. I convittori e le convittrici potranno frequentare le attività didattiche in presenza nel caso in cui la scuola e il convitto siano posti nel medesimo edificio o in edifici contigui. Infatti, in questa circostanza l’eventuale passaggio alla didattica a distanza non recherebbe alcun beneficio alla salute pubblica, giacché gli studenti risiedono a pochi metri di distanza dalle aule. I semi-convittori e le semi-convittrici, invece, frequenteranno a distanza la scuola secondaria di secondo grado".

Pertanto, allo stato attuale, l'attività del Convitto rivolta ai convittori prosegue normalmente. Questi studenti parteciperanno alle lezioni in presenza.

8. Le mascherine fornite dalla Protezione Civile attraverso la scuola provocano a mio/a figlio/a irritazioni o senso di soffocamento. Posso sostituirle con mascherine portate da casa?

Rassicuriamo anzitutto tutti i genitori dicendo che non risultano, al momento, criticità a carico delle mascherine della Protezione Civile. Tuttavia, il mondo delle ipersensibilità cutanee e delle intolleranze personali è complesso. Nel caso riscontraste questi inconvenienti, scrivete semplicemente nelle comunicazioni scuola-famiglia una nota che avverte le scuola e fornite le mascherine più tollerate. Queste devono essere naturalmente nuove. Quanto alla tipologia, sono ammesse:

- mascherine chirurgiche rispondenti alla normativa europea UNI EN 14638/19 + AC 2019 (si ricorda che queste mascherine, sempre che non si inumidiscano prima per fattori collegati alla respirazione, perdono la loro efficacia in 4-6 ore: occorre pertanto fornire all'alunno una mascherina di riserva quando dovranno essere indossate per tempi più lunghi)

- mascherine KN95, FPP2, FFP2 senza valvola. In assenza di problematiche specifiche, se ne sconsiglia tuttavia l'uso per i più piccoli, ad evitare che la "diversità" del dispositivo attiri la curiosità dei compagni e possa portare a comportamenti antifunzionali.

- quanto alle mascherine cosiddette "di comunità", per quanto siano consentite dalla circolare M.I. del 9 novembre, l'uso nelle strutture scolastiche non appare raccomandabile: gli alunni che arrivassero a scuola con questo tipo di dispositivi saranno richiesti di sostituirli, per la durata della permanenza a scuola, con le mascherine fornite dalla Protezione Civile (se disponibili). Si fa riferimento alla FAQ dell'USR Veneto alla pagina https://istruzioneveneto.gov.it/wp-content/uploads/2020/11/FAQ-DPCM-03-novembre-2020-agg.-16.11.2020.pdf

9. Mia/o figlia/o per particolari patologie non può portare la mascherina. Devo tenerla/o a casa fintanto che sarà in vigore l'obbligo di indossarla?

Assolutamente no! I portatori di patologie specifiche sono esenti dall'obbligo di indossare la mascherina. Basta far pervenire alla scuola un'attestazione del pediatra o del medico che segnala che, in dipendenza dalla patologia ...., l'alunno non può indossare la mascherina (non inviare certificati di diagnosi, la scuola può non essere competente a decidere se la patologia diagnosticata rientra tra quelle che esonerano dall'obbligo).

10. A suo tempo non ho prestato il consenso all'effettuazione dei test rapidi a scuola. Posso cambiare la mia scelta?

La possibilità di prestare il consenso tramite ClasseViva, come da comunicato prot. 11527 del 17-10-2020, è ancora attiva. Finora gli operatori sanitari incaricati dei tamponi hanno anche sempre consentito, in caso di ripensamenti dell'ultimo momento, di accompagnare l'alunno a scuola nel giorno e nell'orario previsti per l'effettuazione del test ed esprimere personalmente il consenso anche all'ultimo momento.

 11. I convittori avranno più che mai bisogno di connettività. Potrà esserci il Wi-fi negli spazi loro dedicati?

Stiamo implementando un wi-fi efficiente almeno negli spazi comuni utilizzati dai convittori.

12. (scuola primaria) I banchi sostitutivi arrivati sono troppo piccoli per la statura di mio figlio. Si possono sostituire?

Premessa: la sostituzione dei banchi con altri di misura più piccola (riferita all'area occupata) era necessaria per rispettare le condizioni di distanziamento imposte dall'emergenza e, al tempo stesso, le norme sulle dimensioni delle vie di fuga in caso di evacuazione. I banchi, come noto, sono stati forniti dal Ministero dell'Istruzione. Nella distinta d'ordine, l'altezza dei banchi era già determinata per ciascun ordine di scuola.

Fatta la premessa, è vero che l'altezza, combinata a quella delle sedie già in dotazione, è scomoda per molti. Abbiamo provveduto/stiamo provvedendo a sostituire i banchi dei soli alunni più alti con altri che avevamo accantonato all'uopo come misura provvisoria, mentre i nostri manutentori stanno provvedendo a rimuovere i portaoggetti fissati sotto al piano di lavoro e a creare dei rialzi, come misura più ad ampio respiro.

1. Quest'anno gli allievi non potranno lasciare nessun materiale negli armadietti?

- E' una norma transitoria. Al momento, nel caso in un'aula fosse necessario procedere a sanificazione a seguito di un caso positivo al Covid, il materiale depositato costituirebbe un problema. Stiamo però acquistando dei sanificatori a perossido di idrogeno, in grado di sanificare contemporaneamente l'ambiente e il suo contenuto. All'arrivo degli apparecchi la questione potrà essere rivista.

Resterà il fatto che il materiale che viene spostato da scuola a casa costituisce un fattore di rischio. Se e quando la norma transitoria verrà superata, si raccomanda pertanto, nell'utilizzo domestico di materiale che viene poi lasciato a scuola, la stessa attenzione che la scuola richiede al suo interno: lavarsi le mani prima di utilizzare il materiale, igienizzarlo quando necessario, riporlo nella cartella quando non in uso.

1 bis. Ci sono novità?

- Il livello di attenzione delle famiglie su questa domanda rimane, comprensibilmente, alto. Annuncio quindi in anteprima che la consegna del primo sanificatore è prevista per venerdì 23.10. A seguito di regolare ricezione e collaudo, dalla prossima settimana si potrà tornare a lasciare materiale scolastico negli armadietti. Seguirà circolare attuativa.

2. Le lezioni dell'Accademia di musica Giuseppe Verdi riprenderanno?

- Stiamo prendendo gli ultimi accordi con l'Accademia, contiamo di far riprendere i corsi dal mese di ottobre.

3. Quando inizierà l'orario definitivo?

- Gli uffici periferici del M.I. sono in ritardo con le convocazioni. L'orario definitivo potrà partire quando l'organico sarà interamente coperto.

Sull'orario definitivo, si può già anticipare che la primaria entrerà alle 8.10 ed avrà la mensa dalle 12.00, il primo grado entrerà alle 8.20 ed avrà la mensa dalle 13.00, il liceo entrerà alle 8.30 ed avrà la mensa (solo LCE) dalle 14.00

4. Quando inizierà la mensa per i semiconvittori del Liceo Europeo?

- Anche in questo caso, il problema è legato all'assegnazione dei molti posti di collaboratore scolastico ancora vacanti. Senza questo personale, la gestione del servizio mensa - quest'anno, tra l'altro, più complessa del solito - è impossibile. Contiamo di partire al più tardi da ottobre. In occasione del versamento della seconda rata, si porterà a vostro credito il servizio non goduto.

 

Ultima modifica il 16-03-2022