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FAQ inclusione - Docenti e personale della scuola (a cura del prof. Flavio Genovese)

 

Che cosa s'intende con Bisogni Educativi Speciali (BES)?

Secondo l'ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute) il Bisogno Educativo Speciale (BES)  è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o apprenditivo, derivante da danno, ostacolo o stigma sociale. Necessita di un piano educativo individualizzato (PEI) o personalizzato (PDP). La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 ricorda che “ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”.

Chi sono gli studenti con BES?

Ormai da anni gli alunni che hanno una certificazione clinica o di disabilità hanno un PEI o un PDP che garantisce loro il diritto ad una programmazione personalizzata e all’uso degli strumenti compensativi e dispensativi. Ma le difficoltà che gli insegnanti incontrano in aula sono ancore molte. Per permettere alle scuole di tutelare il diritto all’apprendimento di ogni singolo studente, il ministero ha creato una macro-categoria: “gli alunni con BES”, in cui vengono inclusi oltre agli alunni con disabilità e disturbi evolutivi specifici, anche tutti quegli studenti non certificati che hanno bisogni educativi che richiedono risposte tempestive a causa di svantaggi socio-economici, culturali e-o linguistici. Per esempio i bambini stranieri, i disturbi del linguaggio, della condotta e del comportamento, alunni con difficoltà emotive, bambini in attesa di valutazione specialistica e altri ancora.In sintesi: disabilità (ai sensi della Legge 104/92Legge 517/77); disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010Legge 53/2003); alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale (D. M. 27 dicembre 2012 e linee guida).

Integrazione ed inclusione: quali differenze?

“Inclusione” si distingue da “integrazione” per il suo grado ed i contesti di diffusione. Integrazione: consiste nell’ingresso in un dato contesto di una persona esterna con un deficit, rispetto al contesto stesso, e il successo del suo inserimento è ottenuto grazie a interventi sulla persona medesima. Inclusione: si ha quando la disabilità non appartiene alla persona, ma agli ostacoli di strutturazione sociale e alle barriere presenti in essa, per cui la partecipazione e l’esigibilità dei diritti non sono un problema della disabilità, ma della struttura sociale. L’inclusione interviene sia sul contesto che sul soggetto. In altri termini, inclusività implica l’abbattimento degli “ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione”. Una scuola inclusiva deve progettare se stessa e tutte le sue variabili e articolazioni per essere, in partenza, aperta a tutti; ne consegue che l’inclusività non è uno status ma un processo in continuo divenire, un processo “di cambiamento”.

Come si interviene se uno o più docenti ritengono che uno studente sia in una situazione di BES?

In questo caso, una volta accertato che non è stata prodotta nessuna certificazione di BES, se il Consiglio di Classe è concorde con tale situazione per lo studente, compila l'apposita scheda per la rilevazione dei BES,  informa i genitori di questo documento: se e quando i genitori lo sottoscrivono, si passa alla stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Scheda e PDP andranno agli atti riservati del Dirigente ed verrà informato il Gruppo di lavoro per l'Integrazione (GLI) della scuola. Se la famiglia, invece, ritiene di non firmare la scheda ed il PDP, il CdC non potrà adottare una personalizzazione della didattica ed eventualmente misure compensative e dispensative sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche. La documentazione prodotta rimarrà comunque agli atti e, se il CdC lo riterrà opportuno, la potrà riproporre in un secondo tempo.

Come opera la scuola se un genitore consegna una certificazione BES?

In questo caso, il genitore, assieme alla certificazione, deve porta all'ufficio alunni competente una liberatoria per la gestione dei dati particolari. L'ufficio avrà cura di informare il genitore dell'opportunità che la scuola rediga un PDP per lo studente, nel caso il documento consegnato non riportasse già tale richiesta. E' disponibile un modello specifico per la consegna della certificazione e la contestuale richiesta di attivazione del PDP.La segreteria didattica trasmetterà al GLI (e, nel caso, aggiornerà) l’elenco degli alunni DSA. La documentazione verrà consegnata al C.d.C., nella prima riunione utile dopo il ricevimento della documentazione. Provvede inoltre all’eventuale convocazione degli specialisti e dei genitori al C.d.C, su esplicita richiesta della famiglia. Il C.d.C. valuta la necessità di un PdP per l’alunno, anche eventualmente convocando gli specialisti che seguono lo studente. Se richiesto dalla famiglia o, anche in assenza di esplicita richiesta, lo ritiene necessario, predispone il PDP sull'apposito modello. 

Ultima modifica il 18-02-2021